mercoledì 28 settembre 2016

Ciao Purito

"Purito" Rodriguez - Ricordo del Giro di Lombardia 2013
Quando un corridore vince per due anni di fila una corsa importante come il Giro di Lombardia, e la vince con autorità come fece Purito Rodriguez, in solitaria, nel biennio 2012 e 2013, ne diventa in qualche modo parte integrante. Delle tre edizioni finite a Lecco vinse le ultime due, e nella prima arrivò terzo (doveva prenderci le misure). Sono convinto che se il traguardo fosse rimasto lo stesso, avrebbe trionfato anche nel 2014. Ed ecco postato il mio personalissimo omaggio a questo splendido corridore, che è ormai alle ultime pedalate: lui, già solo, per i vicoli di Villa Vergano, la salita dove lo Spagnolo lasciava sul posto gli avversari, per gettarsi sul lungolago Lecchese. 
Un solo appunto, a pochi giorni dall'edizione 2016, in programma sabato prossimo: ho sentito dire che Purito è stato quasi obbligato (la squadra?) a prendere parte al prossimo Lombardia. Sarebbe stato davvero scorretto, perché un campione sa sempre quando e dove smettere. Perché un eventuale ritiro in corsa, nella sua corsa, sarebbe un modo triste, troppo triste, per abbandonare. 

venerdì 23 settembre 2016

Gli angeli della Lombarda

I miei soccorritori sul Colle della Lombarda
Un grazie sentito alla squadra della "misericordia di Cuneo" che mi ha curato, dopo una rocambolesca caduta, sulla strada del Colle della Lombarda (proprio in vetta al Gpm), prima del passaggio del Giro. Dalla caduta ho ricavato una preziosa esperienza; se proprio dovete cadere con due reflex al collo non pensate alle reflex! Almeno vi farete meno male.

lunedì 12 settembre 2016

Tutto quel che so di Lecco


Eravamo io e Richard. Le auto parcheggiate su una sponda dell'Adda e la pizzeria sulla sponda opposta. Che io ricordi, a pranzo, Richard l'ho sempre visto con una pizza davanti. L'acqua scendeva senza sosta ed il vento la confondeva su tutte le direzioni. Attraversammo il ponte ed entrammo in pizzeria, fradici. 
Poi, all'uscita, la pioggia aveva lasciato spazio ad un timido sole, ed anche la temperatura era già più gradevole. La corsa si avvicinava ormai; io e Richard ci salutammo un ultima volta. Decisi che avrei dovuto ritrarre le acque dell'Adda, perché la corsa non era ancora esplosa e la protagonista della fotografia doveva essere lei. Volevo un punto di vista che potesse ricordarmi il temporale, magari tracce di asfalto bagnato, forse un brandello di nuvola in dissoluzione. Ma volevo anche segni della città che mi aveva ospitato per quella breve ora, per un pranzo fugace in compagnia di un compagno di viaggio. Così volevo la fila di auto in coda sul ponte in attesa di riprendere la via verso casa. Era domenica, ora di pranzo; l'ultima domenica per il Giro di Lombardia, che da quest'anno ritorna al più classico sabato.
E' tutto quel che so di Lecco. 

martedì 14 giugno 2016

Alexander Foliforov

Alexander Foliforov - Giro d'Italia 2016
Davvero una gradita sorpresa questo giovane atleta Russo che ha vinto la cronoscalata del Giro d'Italia sulle Dolomiti ed è stato poi protagonista delle ultime due tappe di montagna sulle Alpi Francesi. Tutto da scoprire, chiaramente, ma i segnali sono importanti. Qui l'ho ritratto tra le nebbie del Colle dell'Agnello, ai due dalla vetta, tra grossi cumuli di neve. Alla fine ha fatto meglio del suo capitano Firsanov, finito comunque lontano in classifica, e quarto nella crono dell'Alpe di Susi. Segno che i ragazzi Gazprom hanno una certa attitudine con lo sforzo solitario. Vedremo di che si tratta negli anni a venire.

venerdì 3 giugno 2016

Adam Hansen

Adam Hansen - Giro d'Italia 2016
Ecco. Una cosa che non voglio dimenticare è la sera dopo la corsa passata sulla Lombarda, assieme ai miei amici e compagni d'avventura  Francesco ed Angelo, aspettando che la strada riaprisse. Il calare del sole, una nube che transitava, ed i panini mangiati proprio sul confine. Sul cippo. Non servivano più le parole, ed avevamo gli occhi ancora colmi di immagini, e tanta strada tra noi e casa. Non voglio dimenticare quel piacere di sentirsi amici per davvero, senza altra implicazione che non sia il puro piacere di stare insieme, che poi quando finisce, finisce. Come le "zingarate" di Amici Miei. Ecco, sulla Lombarda non era ancora giunto il momento di non ritorno, quello in cui i saluti devono farsi rapidi, per non diventare dolorosi. Sulla Lombarda la strada era chiusa quasi per darci tempo di rimettere le idee in ordine, e di riprenderci dopo tutto quello che avevamo vissuto. Che per noi era importante. Così, davanti a quella strada vuota, ed a quelle chiazze di neve, il sole pian piano scendeva sino a scomparire. E per noi non era più soltanto ciclismo. Non lo era mai stato.

martedì 31 maggio 2016

Il Colle della Lombarda

Colle della Lombarda, 28 Maggio 2016
Sul versante Francese il Colle della Lombarda nasconde se stesso sino agli ultimi metri. Da quando in valle si lascia Isola, vi è soltanto una lunga ampia strada a tornanti che risale un vallone molto stretto. Ma il peggio arriva quando si giunge alla stazione di Isola 2000, un complesso fine anni '80 costruito soltanto per gli sport invernali, completamente deserto a Maggio (neppure un bar aperto). Dopo questo ecomostro si risale il crinale su una strada più stretta, mentre i larici si diradano sino a giungere all'ultimo chilometro di strada. E' li che la vista si allarga sulle creste dei monti, è li che le genziane fioriscono, e rimbombano i gridi delle marmotte. E' li che Vincenzo Nibali ha fatto letteralmente impazzire i suoi tifosi sulla strada, che lo aspettavano da tante ore. Erano quasi tutti Italiani, risaliti in bici o a piedi dal versante nazionale (21 chilometri.. non so se mi spiego) o costretti ad un giro lunghissimo per risalire dal versante Francese. Ho scelto questa fotografia per riassumere quanto accaduto nelle ultime due tappe di montagna del Giro d'Italia. Nibali che scala in solitudine dopo aver staccato tutti: guardate l'entusiasmo. Guardate i tifosi sulla strada, che  non sanno più se corrergli dietro, se saltare, se esultare o in quale altro modo scatenare la loro incredulità. Sembrano bambini, tutti consapevoli di assistere all'atto decisivo del Giro che consacra un corridore anomalo; che si esalta, che sbaglia i tempi, che si demoralizza, che persino s'incazza. Ma che alla fine riesce a a lasciarci tutti a bocca aperta. Così, increduli. Come bambini.

venerdì 27 maggio 2016

Ilnur Zakarin

Ilnur Zakarin - Giro d'Italia 2016
Delle tante cose accadute oggi dovevo sceglierne una. Così ho deciso di dedicare un pensiero al forte corridore Tartaro della Katusha, Ilnur Zakarin. Questa è una tra le ultime immagini che lo vedono impegnato al Giro d'Italia 2016. Siamo a meno di due chilometri dalla cima del Colle dell'Agnello, c'è nebbia ed i primi sono già passati. E' transitato Scarponi, Ulissi, Nieve e tutti coloro che componevano la fuga di giornata. E' passato Nibali che trainava Chavez, la maglia rosa Kruijswijk e Maijka. Zakarin si è però staccato. E' rimasto a ciondolare con la sua pedalata inconfondibile su questa dura salita del Giro. La nebbia copre rumori e cose. Impedisce di intuire i distacchi. Ilnur viene inghiottito da questo mondo di ovatta ed il suo distacco pare amplificato dal silenzio che lo circonda. Su questo nastro sconcio di strada, che si inerpica verso il cielo, ma che oggi il cielo non riesce a vedere, il Russo perde lucidità e brillantezza. E pone le basi per una pessima discesa ed una brutta caduta. Finisce così il Giro di questo talento, che poteva essere maglia rosa nel Chianti, e che stamane era quinto della generale.